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Giornata della Memoria, dignità e diritti inviolabili della persona

Mario Venezia
Presidente Fondazione Museo della Shoah

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrano nel campo di Auschwitz, appena abbandonato dalle SS, trovando soltanto alcune centinaia di sopravvissuti, molti dei quali talmente malati e debilitati da non rimanere in vita se non per pochi giorni. 

Da quel giorno, Auschwitz diventa luogo di Memoria: simbolo del terrore nazista, dell’orrore antiebraico, del razzismo e della barbarie della guerra. Si tratta di un luogo che, senza dimenticare la specificità della Shoah e delle sofferenze del popolo ebraico, va oltre l’Olocausto. 

È simbolo universale di tutto ciò a cui può condurre la follia del nazionalismo, del razzismo e dell’intolleranza.

Nell’anno 2000, proprio una legge italiana indica il 27 gennaio come “Giornata della memoria”, con seguito delle Nazioni Unite nel 2005. Da diciotto anni, pertanto, in tutto il mondo il 27 gennaio è giorno di ricordo e di riflessione. 

Ne conviene che, in questo Giorno, l’identità europea si riconosce in un comune passato da studiare, approfondire e su cui riflettere, affinché la locuzione “mai più” non rimanga solo insipida retorica.

Nonostante siano stati compiuti negli anni passi così importanti, la memoria della Shoah rischia di essere quotidianamente sotto attacco. Da una parte un negazionismo pseudo scientifico, avente scarsa diffusione e nessun credito nel mondo delle scienze storiche (ma non per questo meno insidioso) e, dall’altra, forme di antiebraismo, tanto becero quanto rumoroso, hanno purtroppo una certa eco su fasce significative di popolazione europea. 

È anche per questo che è nata la Fondazione Museo della Shoah, che ho l’onore di presiedere. 

Nata nel 2008, la Fondazione ha lo scopo di mantenere viva la memoria della Shoah, e lo fa quotidianamente, attraverso una rigorosa ricerca scientifica che si traduce nella pubblicazione di saggi storici, iniziative per le scuole, mostre, anche in formato digital, documentari e progetti culturali destinati a pubblici più giovani, come il recentissimo “Social Book Club”, attivo su Instagram e Tik Tok. 

La Fondazione si presenta oggi come un centro di ricerca, ma anche e soprattutto come luogo di discussione e di dibattito, che si prefigge di comprimere ogni forma di intolleranza e di antisemitismo. È dunque un Luogo, un Ente, un Concetto in cui il 27 gennaio è quotidianità, grazie all’apporto dei propri collaboratori e volontari e alla sensibilità dei propri donors, privati e corporate. 


Bibliografia

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  7. Real-world evidence framework to support EU regulatory decision-making. 2023.
  8. What Is Value-Based Healthcare? Catalyst Carryover, 2017. 3(1).

Bio

Mario Venezia

Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, esercita la professione del Dottore Commercialista e Consulente d’azienda. Collabora attivamente con il Tribunale Fallimentare di Roma, in qualità di Commissario Giudiziale e Curatore Fallimentare. Già professore a contratto di economia aziendale presso la Luiss Guido Carli e dal 2015 presso la Sapienza Università di Roma.