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Screening mammografico: l’unione tra pubblico e privato che accelera la prevenzione

Fulvio Moirano

Noi di Fucina Sanità abbiamo partecipato con entusiasmo a un’esemplare iniziativa di collaborazione tra pubblico e privato, che è andata a stimolare la ripartenza delle attività di screening mammografico per il recupero ordinato dell’attività di prevenzione, funzione essenziale delle aziende sanitarie.

L’iniziativa di Fondazione Roche e Roche, che in collaborazione con Fuji ha acquistato e donato dieci mammografi di ultima generazione ad altrettante Aziende Sanitarie italiane, ha previsto l’affiancamento di Fucina Sanità come partner indipendente per la selezione delle Regioni e delle ASR cui donare i mammografi.

Fucina Sanità ha basato tale scelta su 6 criteri, in ordine di priorità:

  • coerenza con le programmazioni nazionali e regionali;
  • equilibrata distribuzione geografica a livello nazionale e nella scelta delle ASL metropolitane e provinciali;
  • percentuale di esami in meno nel 2020 rispetto agli anni precedenti;
  • necessità di sostituzione delle apparecchiature obsolete, con particolare attenzione a quelle analogiche rispetto alle digitali presenti in ogni Regione;
  • strutturazione organizzativa delle Direzioni aziendali e delle Strutture da coinvolgere sulla base dei risultati attesi in termini di abbattimento delle liste di attesa.

Una volta identificate le dieci Regioni e le relative ASR, i soggetti promotori del progetto si sono avvalsi della nostra consulenza per cercare di ottimizzare i tempi di installazione dei mammografi e di rilancio dell’attività, che si è realizzata attraverso una forte cooperazione fra i nostri collaboratori e le donne e gli uomini di Roche e Fuji. Ovviamente il progetto ha visto differenti gradi e intensità di realizzazione nelle varie aziende sanitarie, ma complessivamente ha determinato una forte ripresa delle attività di screening in tutte le aziende, nonostante il Covid non abbia mollato la presa sul SSN per tutto il 2021 e ancora oggi nel 2022.

L’Osservatorio Nazionale Screening, di recente, ci ha ridato un quadro generale delle “riaperture” e l’agenda Regione per Regione di ordinanze, linee di indirizzo, indicazioni, documenti per il riavvio delle prestazioni di screening post Covid, dove emergono bene anche le differenze legate al territorio nazionale.

Noi di Fucina, per questo progetto, abbiamo predisposto questionari specifici con l’obiettivo di poter confrontare la gestione della ripresa dell’attività di screening tra i centri oggetto della donazione; a tal fine il periodo di rilevazione dei volumi di attività è stato individuato nel trimestre ottobre–dicembre, proprio per permettere il confronto dei dati, considerate le differenti tempistiche di installazione dei mammografi donati.

Dalla prima elaborazione dei risultati raccolti si è visto che il tempo medio per l’effettuazione della mammografia è tornato sui livelli pre-Covid per la maggioranza dei centri (la media ci aveva fatto attestare sui 20 minuti durante le prime implementazioni dei protocolli anti Covid; ora ci stiamo attestando attorno ai 10 minuti).

Un altro indicatore di risultato importante che abbiamo osservato è il tempo medio di refertazione per i casi meritevoli di approfondimento, che si attesta per tutti i centri sotto i 30 giorni.

Relativamente alla nuova tecnologia, per tutti i centri — ad eccezione di Chieti, dove il nuovo mammografo si va ad aggiungere alle tecnologie presenti — si è andati a sostituire una tecnologia vetusta, apportando quindi un netto miglioramento alla qualità di refertazione, oltre che ai tempi ad essa correlati.

Il “Progetto Mammografi e rilancio degli screening”, realizzato sostanzialmente in sei mesi, è stata un’esperienza stimolante per i nostri collaboratori e riteniamo abbia consolidato i rapporti umani tra gli operatori delle aziende private (Roche, Fuji e Fucina, con il contributo di Fondazione Roche) e i Dirigenti e gli operatori delle aziende sanitarie pubbliche. In questo senso voglio segnalare l’apporto propulsivo delle Direzioni aziendali ma soprattutto delle persone che, con passione ed entusiasmo, si occupano direttamente degli screening nelle Aziende Sanitarie.

Il forte interesse espresso da tutti i centri per un possibile momento di benchmark sui dati e sulle informazioni raccolte, da effettuarsi verso la fine del 2022 a livello nazionale, anche finalizzato al miglioramento della gestione delle attività preventive, ci vede convinti sostenitori della prosecuzione del progetto per offrire un forte stimolo alle attività di screening del carcinoma della mammella.


Bio

Fulvio Moirano

Esperienza quarantennale nella gestione della sanità pubblica.
Medico specialista in Igiene e tecnica ospedaliera e specialista in Igiene e sanità pubblica. Fondatore e Amministratore Unico di Fucina Sanità Srl. Esperto ministeriale nella Commissione per la revisione del DM 70/2015. Presidente del Comitato di indirizzo dell’AOU S. Orsola Malpighi di Bologna dal 2015 fino a settembre 2020.

Dopo la carriera di Direttore sanitario e Coordinatore sanitario di circa 15 anni, a partire da gennaio 1995 ha iniziato l’attività di Direttore Generale di Aziende Sanitarie: è stato Direttore Generale della ATS Sardegna (2016–2019), Direttore Sanità Regione Piemonte (2014–2016), Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, AGENAS (2009–2014), Commissario e Direttore Generale Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo (1996–2006), Direttore Generale ASL Cuneo 1 (2007–2008), Direttore Generale ASL di Biella (1995), Coordinatore tecnico Commissione Salute della Conferenza delle Regioni (2016).